
Per l’immaginario collettivo probabilmente l’immondizia e la polvere di stelle non hanno alcun rapporto. Per chi vive nel mondo del cinema sicuramente l’accostamento è divertente.
|
Si prova comunque una particolare emozione nell’aprire la finestra della propria abitazione e trovarsi davanti agli occhi la parola “HOLLYWOOD” appesa su una delle colline che circondano Palermo. L’arte contemporanea rivela caratteri estremi nelle sue manifestazioni più recenti e più disparate. Soprattutto negli ultimi anni vi sono stati artisti che hanno focalizzato il rapporto tra ambiente e spettatori. Avevamo digerito il bulgaro Christo (Javatcheff) che aveva incartato, alcuni anni fa, tra le decine di altri monumenti internazionali, anche le mura Pinciane a Roma. Oggi gustiamo invece Maurizio Cattalan che ci regala HOLLYWOOD a Palermo. Ogni ambiente crea un condizionamento dello spettatore, stabilendo così la comunicazione, lo stretto legame organico tra l’uomo e la realtà d’oggi, tra lo spettatore e il contesto sociologico. |
|
L’insegna HOLLIWOOD è una provocazione socio-culturale che porta il marchio della “Biennale di Venezia”, primo progetto satellite
a latere nella storia della prestigiosa rassegna d’arte contemporanea diretta da Harald Szeemann.
A “reincarnare” il sogno californiano questa parola, ispiratrice di molti sogni, è stata trapiantata all’altro capo del mondo. Un duplicato
della celebre insegna, progetto speciale per la “Biennale di Venezia”, è sorto nel 2001 sulla collina di Bellolampo, sede tra l’altro della
discarica di Palermo e provincia, con il patrocinio del Comune di Palermo e la partecipazione dell’AMIA, nell’ambito del progetto
“Insieme per l’Ambiente”, per la gestione integrata del riciclo dei rifiuti.
L’illuminazione dell’insegna infatti è fornita dall’impianto di valorizzazione energetica del biogas da discarica gestito dall’
AMIA AMBIENTE ITALIA s.p.a.
L’installazione, ideata e progettata da Maurizio Cattalan, artista di Padova, già in passato ospite della Biennale, riproduce la famosa
insegna originale di Hollywood, alla stessa altezza e larghezza – mt.170 di lunghezza in totale con nove enormi lettere di 23 metri
d’altezza ciascuna.
In occasione della realizzazione dell’insegna “Hollywood”, Maurizio Cattalan ha pubblicato un volume intitolato “HOLLYWOOD: Dreams
that Money can Buy”, edito dalla Fondazione Rebaudengo, riunendo foto e testimonianze dal mondo del cinema.
Sospeso tra libro d’artista e una completa immersione nel sogno americano, il volume è uno specchio – qualche volta fedele, altre distorto –
della nostra ossessione per le immagini.
In meno di dieci anni Cattelan, si è imposto come una delle voci più originali dell’arte contemporanea internazionale. La sua scultura
“La Nona Ora”, un’immagine di Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite, è diventata un’icona dell’arte contemporanea ed ha fatto
il giro del mondo.
Cattalan che vive e lavora tra Londra e New York dice: “La realtà non è mai in bianco e nero: è un complesso di sfumature. E basta poco per trasformare un sogno in un incubo. Le immagini dovrebbero riflettere questa complessità: devono essere molteplici. Hollywood è come la vita di tutti i giorni: un misto di gioia e disperazione, di spazzatura e di polvere di stelle”…. “ Hollywood a la Sicilia sono parenti stretti. Dopo tutto, credo ci sia più violenza nelle strade di Los Angeles di quanta ce ne sia a Palermo. Il cinema americano si è sempre nutrito delle storie di gangster, trasformando la loro realtà in spettacolo. Nel bene e nel male, la Sicilia ed Hollywood condividono lo stesso destino: sono luoghi in bilico tra geografia e leggenda. Quindi, portare Hollywood in Sicilia può anche essere un piccolo omaggio: un modo di restituire il mal tolto”.
© 2005 Pegasus Knights - All Rights Reserved