

Straordinario avvistamento nel Golfo della Sirte
Lo Schedir nel porto di Mazara del Vallo

Una flotta di motopescherecci di Mazara del Vallo (Trapani), composta da una decina di natanti, si apprestava a consumare le ore di riposo notturno dopo una proficua battuta di pesca. Si trovavano in cala in acque internazionali a circa 20/25 miglia dalla costa africana, esattamente a Lat.. 33.22.00 nord e Long. 12.10.00 est. Era la sera del 9 dicembre 1997, in un orario compreso tra le 20,20 e le 22,30. Il cielo era sereno, si vedevano le stelle e il mare era calmo. Tra gli equipaggi era scesa la quiete. Sottocoperta molti riposavano, altri facevano le parole incrociate alcuni fumavano sul ponte.
Ogni motopeschereccio in media ospita una decina di persone di equipaggio.
A bordo della Schedir, il motorista Gaspare Calamusa, un giovane di circa 30 anni, sta chiacchierando via radio con Vito Giacalone, 53enne, comandante dell’Orchidea. La radio si trova in cabina di comando e da quella posizione Gaspare può lasciare scivolare lo sguardo sull’orizzonte.
Ad
un tratto sobbalza stupefatto, l’orizzonte verso nord-ovest sembra accendersi
d’un colpo come per un tramonto infuocato prodotto da dieci soli. Immediatamente
esorta il comandante dell’Orchidea ad uscire sul ponte, chiude la comunicazione,
dà una voce al suo comandante Antonio Giacalone, il quale si trova sottocoperta
(nessun rapporto di parentela con il comandante dell’Orchidea, solo compagni di
scuola) e si precipita sul ponte.
Lo Schedir in banchina
Dalla sua nuova posizione, Gaspare osserva questo strano tramonto, che all’improvviso si spegne e al suo posto all’orizzonte appare una forte luce fissa che si dirige verso la flotta.
In quel mentre il comandante della Schedir, Antonio Giacalone, raggiunge Gaspare sul ponte ed insieme osservano questo strano oggetto volante non identificato che si rivela di enormi dimensioni.
Allo stesso tempo anche il comandante dell’Orchidea, Vito Giacalone, ha raggiunto il ponte ed osserva stupefatto l’oggetto che nel frattempo sorvola in linea retta la flotta, ad una quota stimata intorno ai 400/500 metri, dando modo a circa una trentina di testimoni tra comandanti ed equipaggi, di osservare l’oggetto.
Naturalmente l’osservazione si riferisce specificatamente alla parte inferiore dell’oggetto che si presenta di forma rettangolare e completamente ricoperto di luci multicolori fisse, “Luci rosse, verdi, blu, gialle… sembrava una discoteca” commenta Vito Giacalone. Le sue dimensioni vengono stimate approssimativamente in 400 metri di lunghezza e 80 metri di larghezza: “Di notte è difficile stabilire le dimensioni e l’altezza di un oggetto sconosciuto. Che posso dire…era un paese che camminava nell’aria”, ha raccontato Vito Giacalone per sottolinearne le proporzioni enormi e aggiunge anche che il comandante del motopeschereccio Marinella, Vincenzo Giacalone, ha assistito al fenomeno. (Il cognome Giacalone a Mazara del Vallo è molto comune).
L’oggetto è completamente silenzioso, il mare continua a rimanere calmo, non si percepisce alcuno spostamento d’aria, le luci dei motopescherecci rimangono accese e non subiscono alcuna interferenza. Gaspare intanto ha fatto in tempo a prendere il binocolo e a puntarlo sull’oggetto, ma al buio purtroppo non riesce a cogliere maggiori dettagli.
L’oggetto intanto prosegue la sua rotta in linea retta scomparendo a sud-est. L’avvistamento, da orizzonte a orizzonte, dura approssimativamente un minuto e mezzo/due minuti.
Sembra inoltre che né il radar di Trapani/Birgi, nè quello di Pantelleria abbiano registrato, in quel lasso di tempo e in quella zona, il passaggio di questa incredibile aeromobile.
STRANE CREATURE IN SOGNO
Questi i fatti come si sono svolti. Ma c’è qualche perplessità sull’orario dell’avvistamento.
Gaspare, Antonino e Vito, uniformemente concordi sui fatti e sulla dinamica dell’avvistamento, ricordano gli avvenimenti ad orari diversi. Gaspare dice le 20,30, che poi potrebbero essere state anche le 21,00, e Vito scuote la resta affermando che erano le 22,30, accordandosi poi per le 22,00. Per loro non è importante l’orario, in mare ora più ora meno cosa importa.
Ma per noi un “buco” di un’ora o più, potrebbe essere importante… Così è stato chiesto se, per caso, in seguito all’avvistamento ci fosse stato qualche effetto collaterale.
Risponde affermativamente solo Gaspare, raccontando un sogno avuto quella notte stessa.
“Ho sognato delle creature, alte circa 60/70 cm… però erano strane, avevano solo un grande occhio, di colore chiaro, senza ciglia… avevano la pelle verde ed erano senza capelli… mi facevano molte domande col cervello ma io rispondevo con la bocca… però non mi facevano male. Mi facevano tante domande… del tipo cosa fai, come mai, cosa state facendo qua… tutte queste domande strane, insomma si informavano di me… però non mi facevano del male. Io ho spiegato che eravamo lì per pescare… ma io non avevo paura di loro. Erano tanti, più di dieci… mi facevano camminare… però non mi facevano del male” .
Potrebbe
essere stato solo un sogno… o potrebbe essere accaduto qualcosa di diverso.
Chi può dirlo.
Il comandante dell’Orchidea, Vito Giacalone, racconta anche che una decina di giorni prima un suo amico, Enzo Bucchioni, comandante del rimorchiatore Augustea, di base a Siracusa, gli ha raccontato di aver visto alle ore 21,00, una luce sospesa a mezz’aria. Il suo amico si trovava in alto mare con il rimorchiatore per conto di una società petrolifera che stava effettuando delle perforazioni nel Mediterraneo. Rimasta per qualche ora sospesa a mezz’aria, la luce è andata poi via con volo orizzontale.
L’avvistamento del comandante Bucchioni si è verificato ad una quarantina di miglia a nord-est da punto in cui poi Vito, Antonino e Gaspare hanno visto l’oggetto rettangolare. □
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