

Una strada tuttora carrozzabile, costruita nel 187 a.C. dal Console romano Marco Emilio Lepido, l’attraversa diagonalmente in tutta la sua estensione: è l’antica Via Emilia, da cui prende nome l’Emilia-Romagna, regione dell’Italia settentrionale bagnata dal Mar Adriatico e dal Mar Tirreno.
Una volta erano due territori ben definiti, al di qua e al di là dei Monti Appennini, sempre contesi da qualcuno o regalati a qualcun altro. Dai Longobardi ai Bizantini, dalle lunghe dispute papali a quelle imperiali, dalle fazioni feudali dei Guelfi e Ghibellini ai Borboni e ai vari regni austriaci, queste due terre (l’Emilia e la Romagna) hanno trovato pace solo nel 1860 con l’unificazione e l’annessione al Regno d’Italia.
Sarà perché ogni tanto accade che la Storia sia maestra d’esperienza o forse perché un popolo scopre casualmente che l’unione fa la forza, fatto è che oggi l’Emilia-Romagna è la spina dorsale dell’Italia - e non lo fa pesare. Grazie al suo territorio vasto ed articolato, è la regione d’Italia con la maggiore produzione agro-alimentare e il maggior fatturato, presenta inoltre una notevole varietà di scenari: mare, monti, colline, parchi e riserve naturali, dimore e castelli, siti archeologici ed itinerari naturalistici . Le persone sono pratiche, di mentalità aperta, senza pregiudizi o preconcetti. Per tradizione amanti del buon vivere: tortellini, vino, buonumore e tanto amore.
Nel cuore dell’Italiano medio esiste da sempre il sogno di una ragazza dell’Emilia-Romagna: lo strano fascino dell’accento caldo ed insinuante, lo sguardo un po’ malizioso e l’incedere morbido e sensuale.

Una regione, un popolo, un impegno: comunicare
con tutti ed esportare tutto. Dall’Arte alla Storia, dalla gastronomia ai vini, dal marketing al turismo. Quaranta milioni di turisti all’anno dimostrano che non c’è limite all’accoglienza emiliano romagnola. Ed alcuni anni fa l’Emilia-Romagna ha stupito il mondo con una campagna pubblicitaria senza precedenti, nonché come la regione d’Italia più all’avanguardia nella penetrazione cosmica: la promozione turistica della propria terra rivolta agli extraterrestri.
Tutto è iniziato con un lancio di pubblicità a doppia pagina sui quotidiani. L’immagine è di grande effetto: una squadriglia di dischi volanti provenienti dallo spazio e diretta verso un globo terracqueo con un solo continente emerso – l’Emilia Romagna. E parafrasando il famoso film del buon Spielberg (E.T.), da un UFO esce il fumetto “Casa”. Mentre molti terrestri si ostinano a cercare forme di vacanza intelligente sul loro pianeta, gli extraterrestri (che di pianeti ne hanno visto molti) sanno che l’Emilia Romagna è la vacanza più sorprendente della galassia, perché vi abita il popolo più umano e divertente della terra.
Come dire che in tutta la galassia non c’è un posto simile. Un posto dove un intero popolo è al servizio dei suoi ospiti. Una scelta intelligente quella degli E.T in ferie che cercano una vacanza tra gente speciale, che sa coinvolgerti, farti sentire il calore di casa e offrirti un divertimento dell’altro mondo.
La
campagna pubblicitaria prosegue con variazioni tematiche secondo le diverse
offerte turistiche regionali. “Vacanze ad UFO” è il leit
motiv che caricherà di energia siderale l’immagine dell’Emilia
Romagna sia sul mercato nazionale che sui mercati della domanda turistica estera.
L’avvio di questa campagna, che inaugura il Terzo Millennio Turistico
dell’Emilia Romagna, è la Borsa Internazionale del Turismo di Milano, “vetrina”
del turismo mondiale alla quale hanno partecipato 50 mila operatori da tutto il
mondo, 2600 giornalisti e più di 68.000 visitatori in due giorni.
La campagna pubblicitaria ha previsto anche degli spot nei cinema. La squadra di animazione digitale di Chinatown, diretta da John Attard (special effect per il film Il Gladiatore) ha ricreato le scene “d’invasione turistica” degli E.T. in ferie.
Con la maggior parte dell’Italia che pedala freneticamente per mettersi al passo con l’Euro, e con la minor parte – il popolo di Seattle – che frena ed ulula perché non ne vuol sapere di questo e di quello, la campagna pubblicitaria dell’Emilia-Romagna appare leggiadra ed elegante, offrendo un’immagine di sé da paese delle meraviglie.
Qui
da noi gli UFO e gli alieni non sono ancora scienza e – sebbene esistano negli
USA centri di ricerca governativi, astronomi che si danno un gran da fare per
intercettare segnali intelligenti provenienti dallo spazio e aficionados
sparsi in tutto il mondo – per la gente comune (e per gli scienziati ortodossi)
l’argomento è spazzatura.
Allora, perché incentrare una campagna pubblicitaria sugli alieni per presentare le bellezze di una regione?
Perché gli alieni sono già qui: dentro di noi, intorno a noi, nei nostri discorsi, nei nostri film, nella nostra cultura, nell’immaginario collettivo. Più ci evolviamo, più gli UFO e gli alieni entrano nei discorsi della gente. E’ ininfluente che ufficialmente non esistono. Gli UFO e gli alieni oggi fanno cultura. Consentono, a chi non poteva, di parlare dello spazio, dei pianeti, delle galassie. Consentono dissertazioni sulla teoria di Einstein relativa alla velocità della luce – a scuola, bene o male, ne abbiamo sentito parlare. Consentono timidi approcci alla biologia, all’inizio della vita sulla Terra e consentono a tutti di esternare il proprio atteggiamento nei confronti di una eventuale razza aliena.
Può tutto ciò schiudere la mentalità della gente verso nuove prospettive? E’ possibile…però nessuno oggi desidera l’imprevisto. Tutti chiedono sicurezza su tutto. Va bene l’esplorazione dello spazio, basti che non porti a pericolosi incontri.
In fondo, nelle nostre aspirazioni più nascoste gli alieni buoni rappresentano ciò che noi non siamo riusciti ad essere o ciò che vorremmo essere. Essi hanno una conoscenza superiore, e passioni e sentimenti che gli umani hanno tradito.
Una campagna pubblicitaria “di rottura” sulla mentalità comune è come un sasso nello stagno: costringe a pensare. E se non in termini di turismo, quantomeno in termini di comunicazione: dai primi graffiti al Rinascimento, dal Barocco all’Impressionismo, l’arte è stata ed è la prima forma di comunicazione, base della nostra civiltà.
Potremmo definire Guglielmo Marconi, nato guarda caso a Bologna, antesignano di questa naturale necessità. Il suo spasmodico desiderio di comunicare oltre oceano cent’anni fa ci ha regalato oggi i cellulari.
Ma gli alieni comunicano con l’Emilia Romagna?
Secondo le casistiche, la regione non è stata visitata molto di più delle altre regioni italiane. Ufficialmente dal 1954 al 1998, gli avvistamenti UFO si sono verificati con “regolare” cadenza su tutta l’Emilia Romagna – così come nel resto dell’Italia.
Sembra però che le indagini nella zone degli avvistamenti siano state più accurate che in altre regioni. Forse che i Carabinieri, preposti sin dalla fine degli anni ’70 alla verifica delle segnalazioni, sono più svegli che altrove? O forse sono meglio organizzati?
Una cosa è certa però, l’Emilia Romagna ha saputo trarre vantaggio da questo fenomeno, ancora per molti non rilevante. L’apertura mentale della sua gente lascia lo spazio ad un intensa attività creativa. E la creatività lascia aperta la porta all’accettazione di nuove informazioni e di nuove idee.
In fondo, a parte la famosa e discussa targhetta
attaccata ad uno dei primi Voyager inviati nello spazio che forniva tante
informazioni sul nostro pianeta, pochi al mondo hanno cercato di comunicare
veramente con gli alieni.

Forse che l’Emilia Romagna con la sua schiettezza abbia trovato il modo giusto? In fondo è stata da sempre il centro della cultura italiana. Ha sempre tenuto in gran conto il proprio passato artistico, storico ed architettonico. Bologna infatti era soprannominata la dotta e le sue due celebri torri della Garisenda e degli Asinelli, superstiti fra quelle che si ergevano numerosissime nel periodo medioevale, sono conosciute in tutte il mondo. Nulla di strano che gli alieni possano trovarle “galattiche”.
Ma c’è anche una strada magica, la via delle Terme, una via sotterranea ed antica che dal piacentino arriva dalle estreme balze di Romagna alle spiagge dorate dell’Adriatico. Un percorso che si svolge tra centri salutistici e monumentali palazzi ottocenteschi.
Le Terme Berzieri, dal nome del medico condotto di Salsomaggiore che per primo sperimentò con successo le proprietà terapeutiche delle acque termali presenti nel sottosuolo, sorvolate da un UFO accentuano il contrasto tra uno degli esempi più eclatanti di art deco e la tecnologia del futuro.
La straordinaria vivacità e capacità dell’Emilia Romagna che utilizza il “sapere” per promuovere vere e proprie strategie di marketing e che investe sulla crescita delle proprie risorse umane, non poteva che rivolgersi agli alieni per garantire il successo delle sue strategie di commercializzazione del territorio. Anche i famosi tortellini non sono stati tralasciati e sono lo spunto per attrarre o quantomeno incuriosire i nostri alieni. Chissà se questo molteplice messaggio promozionale arriverà sino a loro più direttamente del S.E.T.I. (Search for Extraterrestrial Intelligence), il centro scientifico americano che ricerca segnali intelligenti nello spazio. In fondo la via “della gola” è una strada conosciuta anche dai nostri governanti nei momenti di meeting importanti: la cucina emiliana infatti è un vero e proprio banchetto con i suoi formaggi e salumi conditi da viti forti e genuini come i suoi abitanti.
*Per il materiale fotografico si ringrazia l'Ufficio Stampa della Regione Emilia Romagna
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